Josè Gallardo è nato a Buenos Aires, presso il cui Conservatorio all’età di 5 anni inizia gli studi di pianoforte che continuerà in Germania, a Mainz, sotto la guida del  Prof.Poldi Mildner, diplomandosi nel 1997. Durante gli studi scopre la sua vocazione e predilezione per la musica da camera, partecipando a corsi internazionali di perfezionamento con Menahem Pressler, Alfonso Montecino, Karl-Heinz Kämmerling, Sergiu Celibidache, Rosalyn Tureck, ed altri.
Ha ottenuto numerosi premi a concorsi come il 1° premio “Westfälischen  Musikfestival Hamm”, premio “Johannes Gutenberg Mainz”, 1° premio al Concorso internazionale di Como, 1° premio ed il premio speciale della stampa al Concorso internazionale di musica da camera di Trapani con la violoncellista Hyun-Jung Sung.  E’ ospite stabile a numerosi festival internazionali come il “Kammermusikfest Lockenhaus”, il “Festival Musik der Welt”, il “Cellofestival” di Kronberg, gli “Appenauer Kulturtage”, il festival “Sandstein & Musik”, il “Ludwigsburger Schloss-festspiele”, il “Rheingau Musik Festival”. Tiene concerti e tournée in tutto il mondo, collaborando nella musica da camera con colleghi quali Alberto Lysy, Chen Zimbalista, Linus Roth, Natasha Korsakova, Friedemann Eichhorn, Hyun-Jung Sung, Julius Berger, Martin Dobner ed altri. Ha tenuto concerti nelle più importanti sale da concerto, tra le quali la “Tonhalle in Zurigo, la “Musikhalle” in Amburgo, la “Kurhaus” in Wiesbaden, il  “Teatro della Pergola” in Firenze e la “Wigmore Hall” in Londra. In 2005 ha in programma numerosi concerti in  New York and Chicago, oltre alla incisione di alcuni cd in collaborazione, tra gli altri, con Linus Roth. Pa la etichetta EMI Classics. In occasione del 54 anniversario della nascita dello Stato di Israele ha tenuto un concerto al Teatro Filarmonico di Berlino con Chen Zimbalista. E’ stato solista sotto la guida di famosi direttori d’orchestra quali Joshard Daus, Michael Millard, Lotar Zagrosek, Jiri Malàt ed altri. Dal 1998 è docente al Dipartimento di Musica dell’Università di Mainz.
Di lui hanno scritto “… un fuoco d’artificio di cangianti emozioni” (Berliner Kurier), “…il virtuosismo della sua prestidigitazione è di continuo sempre più impressionante” (Frankfurter Neue Presse), “… un pianista gentleman con la sottile ma ricca arte interpretativa di un genio” (Süddeutsche Zeitung).